Sopra i tetti di Firenze

IL DIARIO DI CECILIA PEZZA

venerdì

1

maggio 2015

Un gran bel lavoro

Categoria Le cose che abbiamo in Comune

Festa del lavoro, anzi Festa dei lavoratori. Che oltre a una stato Facebook merita qualcosa di più.

Allora ho pensato alle cose fatte negli ultimi mesi in Comune, alla presidenza della Commissione Lavoro, una commissione che ogni giorno cerca di onorare questa Festa, che è stata fatta per questo, qualche mandato fa che ancora probabilmente io nemmeno votavo, e che ancora è attiva in Palazzo Vecchio, ci si lavora insieme sia che siamo consiglieri di maggioranza sia che siamo consiglieri di opposizione, ognuno certo fa la propria parte ma non esiste strumentalità davanti al lavoro che non c’è.

Così oggi penso alle tante persone che sono passate da quella stanza: a quelle a cui posso associare con soddisfazione qualche piccola o grande conquista, a quelle che vivono crisi occupazionali ancora in corso, a quelle che purtroppo il posto l’hanno perso. Penso a quanto un Comune grande come il nostro sia a sua volta datore diretto o indiretto di lavoro: una responsabilità enorme che troppo spesso negli anni è stata relegata all’attenzione degli uffici e che invece sempre di più torna a farsi presente, portandoci di volta in volta a dover scegliere, a prendere posizione sul futuro delle persone: il nostro impegno per  modificare la legge regionale in materia di appalti inserendo tutele maggiori per il personale impiegato è un esempio sicuramente attuale di quel che abbiamo fatto.

Penso che il lavoro che abbiamo incontrato in questi mesi sia tanto, diverso, a volte ingiusto: ci occupiamo facilmente di casi risolvibili o eclatanti, ai quali ovviamente dobbiamo  la nostra massima attenzione, ma poi giornalmente ci rendiamo conto che quel che è sfuggito dalla nostra attenzione è ancora tanto, ed è difficile da inquadrare, da tutelare, da comprendere a volte. Eppure è proprio su questa linea di frontiera che dobbiamo impegnarci di più, è qui che si giocano i diritti del futuro, i diritti di quella enorme parte di cittadini che non hanno ancora strumenti, luoghi e forme per darsi una voce. In questa battaglia ho trovato al mio fianco un pezzo del più importante sindacato d’Italia: Nidil Cgil che ogni giorno si occupa proprio dei lavoratori meno riconoscibili. Ed è bello, per una come me che quando entra in Cgil si sente a casa da quando era al liceo, sapere che anche nei sindacati sta crescendo l’attenzione verso i nuovi lavori, quelli più difficili da tutelare.

Penso infine che a volte le persone conosciute in questi mesi a cui mi sono sentita tantissimo vicina non sono stati i lavoratori, ma i datori di lavoro: quando vedi dure sorelle che hanno ereditato l’azienda di famiglia e hanno le lacrime agli occhi nel raccontarci le difficoltà, quando un imprenditore scende da Milano a comunicare alla Commissione che vorrebbe fare di più, ma le ha provate tutte e proprio non sa dove battere la testa..Beh, anche questo vuol dire lavoro, soprattutto in un Paese come il nostro, di piccole attività che hanno per anni tenuto in piedi la nostra economia e che adesso davanti alla crisi, alla globalizzazione si sentono perse. Anche per queste persone oggi deve essere Festa.

Buon Primo Maggio a tutti, e da domani buon lavoro, Italia.

 

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