Sopra i tetti di Firenze

IL DIARIO DI CECILIA PEZZA

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mercoledì

8

gennaio 2014

Essere incendiari

Categoria Pezzi di Pezza

Mi torna sempre in mente un’assemblea di istituto a Pontassieve, ormai sono passati un po’ d’anni, dove andai a parlare come rappresentante degli studenti.
Durante un intervento, un ragazzo disse che in politica “nasci da incendiario e muori da pompiere”.

Io questa cosa, per altro piuttosto banale, la ricordo sempre.
E mi domando spesso quanto ancora sia incendiaria e quanto stia già diventando pompiere.

Ma poi sarà vero?

Insomma, siamo pur sempre affascinati e attaccati alla necessità di risolvere i problemi delle persone. Magari non sempre si continua a farlo pensando alla rivoluzione ed al sol dell’avvenire.
L’orizzonte, per carità, resto quello lì.
Ma a volte i problemi sono più piccoli, più quotidiani.
Eppure incendiano allo stesso modo. Quando puoi cercare il modo di tutelare i lavoratori di un settore privo di diritti, quando srotoli uno striscione dalla Rinascente il Primo Maggio, quando capisci che le discussioni anche feroci sul Maggio non hanno salvato tutto ma sicuramente hanno contribuito a trovare una soluzione migliore. Quando anche semplicemente fai da tramite per risolvere un problema a un cittadino dimostrando che la politica non è poi così distante dalla vita delle persone. Quando per tre estati di seguito resti a Firenze a tirare su una Festa del tuo partito, che poi è una comunità nella sua bellezza e nella sua piccolezza…Beh, io non mi sento pompiere.

Caro studente di qualche anno fa, la mia risposta alla tua riflessione è questa qua: in politica nasci da incendiario e muori da incendiario. Se sei diventato pompiere significa che la politica non ce l’avevi mica troppo addosso.
C’avevi qualcos’altro.
Non saprei dire che.

martedì

19

novembre 2013

Terre promesse

Categoria Pezzi di Pezza

L’arcobaleno comparso sopra Firenze è meraviglioso. Aumenta la bellezza della nostra città, e fa tornare indietro nel tempo.

A me, per esempio, ricorda un arcobaleno di tanti anni fa, almeno venti direi. Bello come quello di oggi. Solo visto con gli occhi di bambina. E con mio babbo che mi racconta della pentola piena d’oro nascosta dai nani dove nascono i colori. E la voglia di andarla a cercare. E l’assoluta, totale, concreta certezza di poterla trovare, come se esistesse davvero, come se già la stessi toccando con le mani.

Bella quella sensazione di mistero e realtà. Proprio come un arcobaleno.

mercoledì

6

novembre 2013

La forma delle cose che cambiano

Categoria Pezzi di Pezza

“Vedo nuvole in viaggio che hanno la forma delle cose che cambiano, mi viene un po’ di coraggio se penso che le cose poi non rimangono mai come sono all’inizio: 2013 un nuovo solstizio. Se non avessi voluto cambiare oggi sarei allo stato minerale.”

(Jovanotti, anche se pecca di veltronismo e di renzismo, è sempre un poeta)

 

martedì

29

ottobre 2013

Svuotare le stanze

Categoria Pezzi di Pezza

Oggi ho fatto pulizia nella stanza del Pd in via Forlanini, la stanzina di Botteghe Oscure, come si definiva tempo fa per via dei quadri che avevo appeso alle pareti.

Ci ho passato tre anni: quella stanza mi ha vista crescere, mi ha vista piangere e ridere, arrabbiare e divertire. Ha visto giorni di bella politica, ed io con lei. Adesso è il momento di lasciare il testimone, lo faccio con la serenità di essermi impegnata ogni giorno, e con la gioia di poter regalare ad altri le stesse emozioni e le stesse fatiche.

Però svuotare le stanze è sempre triste: metti in ordine un pezzo di te, fai i conti con quello che hai vissuto e progetti il futuro. Ecco, il futuro. Io vorrei che continuasse ad essere nel Partito Democratico. Magari in un Partito Democratico più bello, più chiaro e più di sinistra. Vorrei finalmente un soggetto politico in cui tutti quelli che combattono per un Paese migliore possano riconoscersi e ritrovarsi.

Vorrei un Pd meno da fighetti e più da gente normale, quella che fa i conti per la spesa ogni mese, che ha voglia di darsi da fare, che ragiona con la sua testa. Vorrei un Pd meno da nostalgici e più da contemporanei. Vorrei un Pd capace di scendere ancora in piazza ogni tanto, meno abituato a circoli elitari ed a convention milanesi.

Vorrei un Pd in cui venisse premiato il merito, e pure la fatica. Non solo la fedeltà o l’aspetto fisico. Vorrei un Pd diverso, la verità è questa.

Ma se mi guardo intorno non vedo altro che questo spazio qui per fare bene la politica. Perciò ci resto. Lasciando la mia stanzina a chi verrà, ma tenendo con orgoglio la mia tessera. Perchè senza quella tessera perderei la speranza di cambiare le cose.