Sopra i tetti di Firenze

IL DIARIO DI CECILIA PEZZA

movidaArchivio

martedì

4

febbraio 2014

Capiamoci

Categoria Le cose che abbiamo in Comune

In questi giorni, in Consiglio Comunale e su Facebook, ho avuto modo di interloquire o “essere contestata” da alcuni residenti del centro storico per le mie posizioni sulla movida.
Però capiamoci, provo a farlo qui, un’altra volta. Una volta per tutte.
Io non credo che la ragione alberghi da una parte sola, non è mai così.
E per carattere non amo le crociate.
Inoltre la sera, non si direbbe, se posso sto bene pure a casa e vado a letto presto. Così, per dare una nota di colore.
Credo però, è quello che ho provato a dire ieri in Consiglio, che quando un’attività economica chiude per colpa di un sequestro che poi viene dissequestrato (e dunque, direi, di un sequestro opinabile), si sia perso tutti.
E credo che quando si arriva a un sequestro significa che qualcosa non ha funzionato, ed è proprio in questo qualcosa che si devono cercare le cause e le soluzioni.
Io la mia idea a tal proposito l’ho detta, ed anche più volte. Su questo blog e altrove: non mi convincono le misure emergenziali, da inventare e modificare ogni volta all’occorrenza. Beninteso, quando ormai il vaso è rotto meglio la colla di nulla.
Ma potremmo provare a non rompere il vaso, una volta tanto?
Ecco, umilmente e pacatamente da mesi propongo questo.
Come? Intanto cercando di capire bene cosa sia questa fatidica notte. Quali siano i suoi limiti, quali i suoi pregi. Provare a mitigare il disturbo ai residenti, che hanno il giustissimi diritto al riposo, ma allo stesso tempo non tacciare i locali o i giovani di essere la feccia di una comunità.
Io sono per l’integrazione, insomma. E onestamente non mi pare la posizione più rivoluzionaria del secolo, visto che è quanto accade più o meno in ogni grande città.

Chiudo con una battuta, che tanto quello che penso sugli orari ridotti e contorni già l’ho detto qualche giorno fa: su Facebook ho scritto uno stato citando il grande Guccini. “Ma i moralisti han chiuso i bar e le morali han chiuso i vostri cuori e spento i vostri ardori.”
Qualcuno l’ha presa male, e me ne scuso. Voleva essere una citazione piacevole ma battagliera, come piace a me. Se ho leso le sensibilità di qualche residente non era certo mia intenzione…Io rispetto chi lavora e la sera si vuole riposare. Se poi ad essersi offeso è qualche gentil signore che vive tranquillo e pensa che il centro storico se lo possa comprare con la sua bella carta scintillante beh, sì, in quel caso forse siamo difronte a una classica coda di paglia.
Non me ne vogliate, ma la penso così.

lunedì

27

gennaio 2014

Movida: bene il dissequestro dei locali

Categoria Comunicati

“Fa piacere apprendere la notizia dell’annullamento dei sequestri dei locali di via dei Benci, costretti al coprifuoco dallo scorso 18 dicembre”.
Così la consigliera del Pd Cecilia Pezza che aggiunge: “Ora è importante andare comunque avanti nella strada intrapresa dall’assessorato di tutela e prevenzione degli schiamazzi e dei disturbi, ma consapevoli del fatto che non possiamo più guardare i locali come i nemici della città. Attendiamo le motivazioni del dissequestro, e speriamo sia davvero l’ultima volta che la via giudiziaria si sostituisce alla politica nella gestione della notte fiorentina.
Sono convinta in ogni caso – prosegue la consigliera Pezza- che questo tema sia un argomento fondamentale anche della prossima campagna elettorale e del prossimo programma di mandato. Vorrei che il centrosinistra guidato da Renzi assumesse in tal senso impegni precisi verso operatori della notte e residenti. Per questo credo – conclude Cecilia Pezza- che si debba attivare quanto prima un percorso il più partecipato possibile per decidere in quale direzione andare.”

sabato

4

gennaio 2014

Sabato 4 gennaio. E quello che ho da dire.

Categoria Le cose che abbiamo in Comune

Ieri c’è stato il primo incontro in Comune con i locali sequestrati di via de Benci. Mi pare di poter dire che sia stato positivo: i gestori dei locali si impegnano a limitare il volume della musica, ad incentivare la presenza degli steward, a promuovere le bevande analcoliche e a sensibilizzare i clienti sulla necessità di mantenere il silenzio per strada. In cambio chiedono al Comune più presenza di vigili, anche contribuendo alle spese che questo comporterebbe. L’assessore ribadisce di non volere emettere alcuna ordinanza per la chiusura anticipata dei bar. Il presidente del Quartiere Uno si prende il compito di interloquire con i residenti per controllare la situazione.
Tutte cose buone, incrociando le dita che servano alla velocizzazione del dissequestro.
Restano comunque misure – sacrosante – prese in virtù di un’emergenza.
Ribadisco la mia idea: per affrontare di petto il problema dovremmo guardare un po’ più in là, progettare una politica per gestire le zone “critiche” come via dei Benci e non solo. Per farlo serve coinvolgere tutti i protagonisti della diatriba: dunque bene il ruolo di mediazione con i residenti e bene l’intenzione di coinvolgere la Questura, ma per favore lavoriamo anche sul dopo, e facciamolo insieme.

Post Scriptum: oggi si è riunita a Firenze la segreteria Pd guidata da Renzi. Se girasse per le città dello stivale sarebbe un bel segnale, in ogni caso almeno a me fa piacere ospitarla qua.
Invece che in via Forlanini alla casa dei democratici fiorentini, però, si è incontrata in via Martelli al comitato elettorale dello stesso sindaco. Su questa scelta si è innescata una polemica in casa Pd. Io sono tra quelli che avrebbero preferito la scelta della sede fiorentina del partito, anche perchè è una bella sede voluta e costruita con la fatica e l’impegno di tanti di noi, a partire da qualcuno che oggi non c’è più. Peccato non sia andata così. Per me la questione si chiude qui, comunque.
Se qualcuno invece ha voglia di continuare a ragionare di questo faccia pure, ecco.
Ma per favore non parli a nome mio.

sabato

28

dicembre 2013

Andiamo a vedere Firenze di notte

Categoria Le cose che abbiamo in Comune

Continuano le polemiche sulla notte.
Con il sequestro dei locali di via de’ Benci dello scorso 18 dicembre la discussione si è riaperta ed è ricominciato il fuoco di accuse incrociate a cui eravamo abituati.
Forse è l’ora di fare un passo in avanti.
Per quello che posso, provo a dare qualche idea.
Punto primo: è ormai chiaro che è inutile agire sull’onda dell’emergenza. Il Patto per la Notte non è e non può essere la pezza da mettere per risolvere i problemi una volta esplosi. Deve invece prevenire, avendo una visione strategica che coinvolga e responsabilizzi di più i locali ma che allo stesso tempo metta in campo davvero le forze dell’ordine, a partire dai vigili urbani.
Punto secondo: la notte resta degli ubriachi se non viene riempita di cultura. È necessario trovare modi, tempi spazi per la musica dal vivo ed altre forme di arte (giovanile e non solo). Per farlo possiamo farci aiutare dalle norme contenute nel decreto Valore Cultura, ma possiamo anche inventarci modalità nostre da esportare in altre città.
Punto terzo: non basta, a mio avviso, un’ordinanza comunale che anticipi l’orario di chiusura dei locali a risolvere il problema di schiamazzi e vagabondi. Perchè ha ragione l’assessore Biagiotti quando dice che un eventuale ricorso al Tar presentato dai locali verrebbe molto probabilemnte perso dal Comune, e soprattutto perchè, anche se chiudessero tutti i pub alle una, le strade non potrebbero essere chiuse: la situazione potrebbe dunque peggiorare, lasciando confusione e degrado senza punti di controllo e luci accese. Serve invece un’azione chiara rispetto alla regolamentazione sull’uso degli alcolici, tanto per cominciare. E questa non può farla il Comune, bisogna che venga decisa dal Governo.
Punto quarto: tornando al Patto per la Notte, ripropongo qui una mia idea di qualche mese fa. Di tavoli di confronto che si riuniscono in Comune una volta ogni sei mesi – faccio per dire – non ne abbiamo bisogno. Ma penso che tutta la città trarrebbe giovamento da incontri periodici, in loco, tra Amministrazione comunale, Quartiere, gestori dei locali, residenti, vigili urbani e, perchè no, Questura.
Penso ad appuntamenti fissi, una o due volte a mese, in orario serale, spostandosi dai locali alle abitazioni dei rappresentanti dei comitati dei residenti.
Una modalità “on the road” per monitorare insieme la situazione e cercare insieme risposte al problema, mettendo in gioco davvero tutte le parti in causa. Potremmo in questo modo capire come migliorare il nostro Patto e tante altre cose.
Non uno spot, dunque. Ma un lavoro continuo e costante insieme a chi con la notte lavora, a chi di notte si diverte ed a chi la notte vuole riposare.
Andiamo a scoprire cosa accade in via de’ Benci, per cominciare.
Facciamolo di notte, per capire la notte.

venerdì

27

dicembre 2013

Ennesimo sequestro dei locali di via de’ Benci

Categoria Comunicati

“Dopo l’ennesimo sequestro dei locali avvenuto lo scorso 18 dicembre, ritorna con tutta la sua forza la questione della movida.
Si continua a punire i locali, quando i problemi sono ben altri”. Lo ha detto la consigliera del Pd Cecilia Pezza, che spiega: “Dobbiamo insistere sulla strada del Patto della Notte, rafforzandolo e attuandolo con più convinzione. Ma serve anche maggiore presenza della pubblica sicurezza per strada, che faccia rispettare le regole a tutti senza nessuna esclusione.
Infine – ha concluso Pezza- sarebbe urgente attivare un tavolo permanente di confronto tra Comune, gestori dei locali e residenti.
Non è il momento di abbandonare questo problema, ma di rilanciare, in difesa di chi lavora e di chi vuole dormire.”

giovedì

14

novembre 2013

La notte è una parte del giorno

Categoria Le cose che abbiamo in Comune

maratonamusicale

Brindando alla riapertura del locale La Citè, vi ricordo che il 22, 23 e soprattutto il 24 novembre vi aspetto tutti alla Maratona Musicale promossa dai locali fiorentini. Ne ho già parlato in un altro post: sarà un’occasione di divertimento ma soprattutto di riflessione su cosa vogliamo che sia la nostra città.

Qui di seguito ospito il documento che promuove la giornata.

Mi raccomando, partecipate!

MARATONA MUSICALE

L’ingiusta chiusura “a tempo” de La Citè è un paradosso che mette in evidenza che a Firenze esiste un “problema Notte”. Crediamo sia venuto il momento di affrontarlo, una volta per tutte. I locali serali che aderiscono all’iniziativa “Maratona Musicale” chiedono al Sindaco di avviare con urgenza una discussione sincera e decisiva su questo tema.

REGOLE CERTE, CHIARE E CONDIVISE

Vogliamo creare un quadro di regole condivise dal quale emergano con precisione competenze e compiti, partendo da quanto di buono è già stato fatto con la stesura del Patto della Notte. Chi gestisce una attività commerciale, sociale e culturale deve conoscere e condividere metodologie di comportamento che lo rassicurino sulla liceità e sulla sostenibilità del proprio lavoro. I commercianti e gli operatori della Notte vogliono collaborare al controllo territoriale e non essere lasciati soli ad operare sentendosi addossare poi colpe che non hanno e compiti che non possono assolvere.

LA NOTTE È UNA PARTE DEL GIORNO

Il rispetto ambientale, la tutela della quiete, il diritto al riposo sono beni primari per una città. Al contempo, la vita sociale serale è parte integrante e fondamentale della stessa. Una città internazionale come Firenze deve sapere affrontare il nodo della convivenza tra le diverse anime e necessità senza estremismi, menefreghismi o intolleranze. Trovare il giusto equilibrio fa parte della funzione della pubblica amministrazione che non può delegare o farsi sostituire in questo dalla magistratura nel dirimere le tensioni sociali.

DI QUALE NOTTE VIVE FIRENZE?

Una città si confronta anche sulla capacità di proporre e di offrire. Quale notte vogliamo offrire ai nostri ospiti sia locali che internazionali? Quella del degrado ambientale e sociale, delle risse, del far west alcolico o quella di una città che vive, che lavora, che suona, che diverte? Noi crediamo e vogliamo una Firenze moderna, aperta, viva. Non una città selvaggia, dove le regole non vengono rispettate e ognuno fa quello che gli pare contando su una impunità di fatto. E nemmeno quella spenta, vuota, morta dove il nulla è padrone di strade buie e pericolose. Si dia una mano a chi si impegna e si penalizzi invece chi intende sfruttare lo scarso controllo territoriale. La legalità è un bene comune, non può diventare una formula vuota.

Per questo abbiamo inventato e organizzato la “Maratona Musicale”. Una manifestazione itinerante che per tre giorni riempirà le strade, i locali e la città di Musica, di voglia di divertirsi, di incontrarsi, discutere e confrontarsi. Per una Firenze che torni a misurare la vita in note e non in decibel.

martedì

5

novembre 2013

Chi ha spento la musica?

Categoria Le cose che abbiamo in Comune

A giugno in questa città si è consumato l’ennesimo atto giudiziario contro un locale: in questo caso contro La Citè, un caffè/libreria che da anni anima l’Oltrarno con musica, presentazione di libri e tante altre attività.

Non è la prima volta che il Tribunale, recependo le lamentele dei residenti, ordina la chiusura anticipata di un locale: di questi fatti ne ho già parlato in qualche post. Ma stavolta la strana storia si ripresenta con tutte le sue domande e le sue questioni irrisolte.

C’è uno scontro culturale in atto: quello su cosa debba essere una città. Proprio per questo alcuni locali fiorentini stanno promuovendo una Maratona musicale: un appuntamento divertente che però vuole fare riflettere e vuole chiedere risposta anche al Comune. A partire da un ulteriore rafforzamento di quel Patto per la Notte che già esiste e che deve essere sviluppato maggiormente. Ma non solo: si vuole discutere di cosa sia una città senza musica, senza vitalità. Si vuole capire come incidono le misure per la musica dal vivo del Decreto Valore Cultura nella realtà fiorentina.

Nei prossimi giorni vi aggiornerò sul programma: sarà una giornata piena di musica e di eventi per dimostrare che anche il divertimento è cultura e soprattutto che senza queste realtà Firenze sarebbe più povera e meno sicura.

Oltre a partecipare a questa manifestazione, porterò di nuovo in Consiglio comunale le richieste degli “operatori della notte”: perchè oggi più che mai sono convinta che non si possa fare una battaglia contro loro o contro i residenti, ma che sia urgente trovare il modo di mediare tra le diverse, e legittime, necessità.

martedì

1

ottobre 2013

Non può essere sempre un’emergenza

Categoria Le cose che abbiamo in Comune

Da domenica prossima l’ordinanza del Prefetto Varratta che vieta la vendita di alcolici dopo le 21 in alcune zone della città non è più in vigore. Finita la stagione della baldoria, si rientra tutti a casa presto. Fine dei discorsi. Se ne parla il prossim’anno.

Da quando mi occupo della città, ogni volta è così: l’attenzione sul popolo della notte si accende a maggio, con i primi caldi, e si assopisce a fine estate. Come se durante gli altri mesi non ci fossero ragazzi a giro per la città, come se locali, chioschi e minimarket chiudessero il 30 settembre. E, soprattutto, come se non dovesse più esserci un’altra estate.

Salvo poi ritrovarci alle solite, tutti agitati (anzi incazzati) qualche mese dopo, con i problemi irrisolti dell’anno prima.

Mi pare giusto quindi aprire il dibattito, oggi, qui, primo ottobre duemilatredici. E tenerlo aperto tutto l’anno. Credo sarebbe opportuno farlo insieme: amministratori, gestori, fruitori, residenti. Creare uno spazio in cui fare il punto, una volta al mese, ogni mese, su quello che va e quello che non va. Su come affrontare la prossima bella stagione. Su come migliorare la movida, renderla più sicura e più accessibile a tutti. Più rispettosa di tutti.

 

 

giovedì

13

giugno 2013

Quando la notte

Categoria Le cose che abbiamo in Comune

Nelle ultime settimane in città si è discusso molto di movida: d’altra parte non è una novità. Ogni anno quando inizia la bella stagione tornano le polemiche sul baccano che provoca la gente della notte, e partono discussioni infinite tra residenti del nostro centro e gestori dei locali. L’assessore Biagiotti ha fatto in questo senso un bel lavoro, modificando il Patto per la Notte siglato l’anno scorso tra locali e Comune.
Si punta sull’informazione verso i “nottambuli”, grazie a un servizio gestito da alcuni operatori di strada. Si agisce sui prezzi delle bevande, favorendo l’acquisto di quelle analcoliche. Si implementa – anche se come sempre purtroppo non basta – la presenza dei vigili sulla strada. Resta l’enorme problema dei minimarket, verso i quali è necessario aumentare i controlli.
Un buon punto di partenza per questa estate fiorentina, al quale però serve una spinta, un ragionamento in più, che oltre a tamponare i problemi contingenti guardi al dopo e rifletta a tutto tondo sulla città.
Qualche idea che offro alla discussione comune, e su cui tonerò a breve come un appuntamento ad hoc:
1 – Non possiamo permetterci di limitare la notte alla “allegra baldoria degli avvinazzati”. Intendiamoci: già oggi non c’è solo questo, ma è necessario valorizzare e aumentare l’offerta culturale della nostra movida. Penso a un circuito virtuoso di band locali che facciano musica dal vivo all’interno dei locali, con una programmazione specifica che permetta a tutto il nostro patrimonio musicale – giovane e meno giovane – di esprimersi e farsi conoscere dal pubblico fiorentino.
2 – Sempre sulla qualità della notte: potremmo coinvolgere gli artisti di strada e quelli non di strada, organizzare esposizioni ed eventi, mostre fotografiche: percorsi che settimanalmente possano offrire non solo a chi va a bere una birra, ma anche ai residenti del centro storico, alle famiglie fiorentine in generale passeggiate “innovative” per Firenze.
3 – Chi l’ha detto che la notte deve iniziare tardi e finire ancora più tardi? In quale legge è scritto? Firenze può invertire la rotta e dare l’esempio a tante altre città su questo fronte: in questo modo senza creare danno a nessuno possiamo venire incontro alle esigenze di chi dorme sulle strade più vive.

Insomma, Firenze può dare di più ogni giorno ed ogni notte dell’anno: in questo mandato amministrativo è stato fatto qualcosa, a partire dalla Notte Bianca. Ma possiamo migliorare ancora, immaginando un’offerta culturale che non si limiti ad un evento ogni tanto, ma che parta dal basso, che sia low cost (perchè anche questa storia che per far cultura si debba necessariamente cercare sempre qualcosa di esotico ha stancato un pò), che porti qualcosa in più a tutti, e non solo a qualcuno.

giovedì

30

maggio 2013

Patto per la Notte, Pezza (Pd): “Operazione positiva che sta accanto alla costruzione di un nuovo futuro per il centro di Firenze”

Categoria Comunicati

“Nel fare i complimenti all’assessore Biagiotti per le nuove regole della notte fiorentina, credo sia auspicabile aprire una riflessione ancora più profonda sul futuro del centro storico. Il nuovo patto è un passo avanti, innanzitutto perchè evita di sanzionare quei locali che vi aderiscono e che quindi decidono di essere più virtuosi degli altri. Reputo inoltre importante la scelta di fare maggiore sensibilizzazione culturale verso i giovani che vivono la movida”. Così la consigliera del Pd Cecilia Pezza intervendo sulla comunicazione dell’assessore Biagiotti sulla questione della movida e il Patto per la Notte.

“Accanto a queste riflessioni- ha aggiunto Pezza-  penso però che si debba aprire un ragionamento profondo, che coinvolga non solo residenti e gestori dei locali, ma gruppi musicali, operatori culturali e tutto quel mondo che può qualificare sempre di più le notti cittadine. Questa operazione sta accanto a quella di costruire un nuovo futuro per il nostro centro, che deve riacquistare funzioni reali per i cittadini e deve tutelare le proprie peculiarità, a partire dai negozi storici.
Se teniamo insieme la sfida per una notte sempre più qualificata (e magari con orari diversi, perchè non è detto che la movida debba iniziare sempre più tardi e finire più tardi ancora) e quella della vivibilità generale dell’area Unesco vinceremo una battaglia importante per il futuro di Firenze.”