Sopra i tetti di Firenze

IL DIARIO DI CECILIA PEZZA

ItaliaArchivio

mercoledì

11

dicembre 2013

Forconi, grilli e manganelli

Categoria Fedeli alla Linea

Poi c’è questa cosa dei forconi, che quasi viene raccontata con fare folcloristico.
In un Paese civile, gruppi semi armati che vanno all’assalto di librerie e bloccano il traffico, leader politici che invitano la polizia a solidarizzare con i manifestanti sarebbero cose impensabili.
Ma noi normali non siamo, no.
Forse sarebbe necessario comprendere fino in fondo la rabbia che porta a questi atti vandalici che da lunedì infestano le nostre città. Perchè dire che sono tre fascisti e qualche camionista mi pare darne una lettura un tantino semplicistica.
Questo è lo scontento dell’Italia che rimugina da troppo tempo. La rabbia, a volte fondata ma spesso strumentale, verso la politica che sembra distante. La noia dei soliti furbetti all’italiana che magari con questa crisi il furbo addosso non ce l’hanno più. Ma anche la disperazione di chi un lavoro ce l’aveva prima e ora muore soffocato dalle tasse, senza vedere la fine del tunnel.
Insomma secondo me dietro ai forconi c’è davvero tanta roba.
E fa paura perchè una parte consistente di questa roba non è buona, e trascina con sé chi invece è incazzato davvero.
Io penso, sarò particolare, che il vero evento di questi giorni non siano state le nostre primarie. Che sono state eccezionali, per carità. Ma l’evento vero è stato questo dei forconi. Che uno Stato normale avrebbe già sedato (e uno Stato normale avrebbe anche risposto per le rime al prode Grillo, visto che rappresenta il 25% degli italiani e sta inneggiando alla rivolta civile). Ma che una politica reale avrebbe anticipato, pure.
E sarà che sto studiando in queste settimane, ma le storie di questi giorni mi ricordano tanto gli anni dopo la Prima Guerra Mondiale. Quando una classe politica, fallendo, aveva lasciato il vuoto cosmico. E le piazze e le strade traboccavano confusione (altamente giustificata, direi). E alla confusione, in mancanza dello Stato, rispose il manganello.
Il resto è storia.

giovedì

31

ottobre 2013

Scusateci

Categoria Fedeli alla Linea

Questo è un Paese strano.

In cui ogni volta che i padri creano disastri dicono che è colpa dei figli.

L’altro giorno, per esempio, un ex Lotta Continua, passeggiando con un ex berlusconiano, mi ha vista e mi ha accusata che se l’Italia è ferma è colpa dei giovani comunisti come me.

Ora, io negli anni Settanta nemmeno esistevo nei pensieri dei miei genitori. Quando è caduto il comunismo avevo tre anni. Quando Berlusconi ha vinto per la prima volta le elezioni avevo nove (ben nove!) anni.

Evidentemente è colpa mia. Anzi, dei giovani “comunisti” come me. Scusateci.