Sopra i tetti di Firenze

IL DIARIO DI CECILIA PEZZA

Emanuele MacalusoArchivio

lunedì

6

gennaio 2014

I pozzi da scavare (e quelli da cui attingere acqua)

Categoria Fedeli alla Linea

Il 13 gennaio sono stata invitata da Sergio Staino a presentare il nuovo libro di Emanuele Macaluso “Comunisti e Riformisti, Togliatti e la via italiana al socialismo”.
I dettagli della serata, per chi fosse interessato, sono qui.
Il testo è interessante, soprattutto per chi come me studia storia e prova a fare politica.
Con intenzione quasi provocatoria l’autore analizza la strategia politica di Togliatti per arrivare a riflettere sull’oggi, su cosa è rimasto della sinistra in Italia. Certo ne esce un quadro amaro, sono molte le ambiguità e gli errori (o timidezze?) che vengono evidenziati.
Ma io non posso farla questa analisi: non ho l’età e purtroppo o per fortuna non mi compete, almeno non fino in fondo.
Perciò è ancora più accattivante l’idea di dover presentare questo libro: perchè sulla mia generazione cade invece la responsabilità del futuro della sinistra. Il presente è noto, c’è a chi piace di più e a chi piace di meno. C’è questa storia di una politica fatta con slogan e fastidiosissime tifoserie. C’è l’abitudine ormai sedimentata di prendere posizione per partito preso ed etichettare chi prova a fare un ragionamento come traditore o come schizzinoso (e proprio Macaluso, parlando di Amendola, dice “contraddì e si contraddisse, perchè sempre fece politica e per chi fa politica e non segue solo schemi ideologici arriva comunque il momento in cui ci si contraddice”. Quanto dovrebbero imparare oggi certi portatori di verità, sedicenti di sinistra!). C’è che l’analisi ormai non la fa più nessuno (come erano belle le pagine sulle analisi del Pci nel “Midollo del leone” di Reichlin!). C’è che i cittadini hanno preso in odio la politica e guardano con sfiducia alla sinistra. C’è che le riforme non le ha fatte mai nessuno, ma ognuno le ha promesse. C’è che di partiti veri è rimasto solo il nostro Pd, ma se Atene piange, certo Sparta non ride.
Insomma il futuro è incerto, e quello della sinistra italiana ancor di più.
Discuterne fa bene, credo.
Dunque il 13 gennaio vi aspetto, allo Spazio Alfieri (un bello spazio, tra l’altro, recuperato ai fiorentini grazie al lavoro del Comune).
Io intanto metto in ordine le idee, che tanto questo serve, per guardare al futuro con l’ottimismo adeguato ai tempi che stiamo vivendo. Ricordando ovviamente, come sempre, che “chi prende l’acqua da un pozzo non dovrebbe dimenticare chi l’ha scavato”.