Sopra i tetti di Firenze

IL DIARIO DI CECILIA PEZZA

culturaArchivio

lunedì

30

marzo 2015

Pezza, Pd: “Soddisfazione per l’accordo raggiunto tra i lavoratori e il ministero in merito ai servizi dei musei statali di Firenze”

Categoria Comunicati

“E’ di questi minuti la notizia del raggiungimento di un accordo tra il ministro Franceschini ed i sindacati in merito alla clausola sociale nel nuovo bando di gara per il servizio dei musei statali di Firenze. Fa piacere sapere – aggiunge la Presidente della Commissione Istruzione, Formazione e lavoro Cecilia Pezza – che lo sciopero indetto per i giorni di Pasqua verrà ritirato e che i trecento lavoratori coinvolti avranno garanzie sul loro futuro occupazionale.

Questo è un passo avanti anche per quanto riguarda più in generale la discussione sulla possibilità di introdurre sistemi di tutela del lavoro nei bandi di gara, cosa di cui il Consiglio Comunale di Firenze si sta occupando da mesi e che ha portato poche settimane fa all’approvazione di una risoluzione che andava in tal senso. La strada imboccata è quella giusta, per questo – conclude la consigliera Cecilia Pezza – mi sento di ringraziare il ministero per aver preso atto della criticità della situazione ed i sindacati per l’impegno che hanno messo nel trovare un accordo”

domenica

27

aprile 2014

Parliamo di cultura

Categoria Pezza Idea

muraok

Prendo spunto da una bella chiacchierata fatta qualche giorno fa con alcuni operatori delle Murate per lanciare una piccola idea sulla cultura. Proprio partendo da lì, dal nostro vecchio carcere trasformato in un luogo bellissimo per la città.
Infatti Le Murate sono un crocevia di attività culturali e attività commerciali che producono comunque cultura. C’è bisogno però sempre di più di un progetto complessivo per dare un senso forte a questo spazio.
E girando tra le piccole vie su cui si affacciano le case popolari e tra le due grandi piazze, che un tempo erano a servizio del carcere per servizi come l’ora d’aria, mi è venuto in mente che dovremmo creare proprio lì il primo esperimento di Centro Culturale Naturale.
Insomma, l’esperienza dei Centri Commerciali Naturali è sicuramente un fiore all’occhiello della valorizzazione delle attività di vicinato, che creano una rete sociale vera per gli abitanti di alcune zone cittadine. Perché non ripetere una cosa simile anche per alcune realtà culturali? Un modo per mettere in rete ciò che c’è e che qualifica un posto. Un modo per coordinare le attività dei suoi vari attori, per creare una maggiore sinergia e promozione degli eventi, magari con qualche agevolazione.
Perché alle Murate ci sono davvero tante persone che investono sulla cultura fiorentina, dal Caffè Letterario alla galleria d’arte passando per la mitica Libreria Nardini e lo Sportello Eco Equo, del Comune, che lavora sui nuovi stili di vita. Da pochi mesi inoltre anche Europe Direct è un nuovo inquilino dei fondi della vecchia prigione. Tante sono le iniziative che vengono proposte qui: la Notte Blu che si svolgerà dall’8 al 10 maggio, il Codice a Sbarre: una inedita fiera del libro che ha avuto molto successo la scorsa estate…
Mi pare si tratti proprio di un centro che fa cultura, che potrebbe essere da esempio e da spunto per tante altre realtà cittadine.
Per questo vorrei proporre alla prossima Giunta di istituire alle Murate il primo Centro Culturale Naturale.
Chissà, magari potrebbe essere “copiato” da altre parti!

venerdì

18

aprile 2014

Fuori le mura

Categoria Le cose che abbiamo in Comune, Senza categoria

In queste prime giornate di incontri per la città, mi è capitato di visitare la nuova sede di IED, l’Istituto Europeo di Design che da più di un anno si trova in via Bufalini: tanti studenti, italiani e non, che studiano e si formano sul design, cercando di mettere in rete le tradizioni e le eccellenze dell’innovazione progettuale.
A Firenze di luoghi di eccellenza ce ne sono tanti: dallo IED a tante altre scuole di formazione che vedono transitare moltissimi giovani talenti, che vivono in città negli anni di studio e poi, spesso, volano via con le competenze apprese.
Sarebbe bello, credo, recuperare e rinnovare una idea lanciata cinque anni fa: questi tanti ragazzi stranieri, una volta salutata Firenze, potrebbero diventare suoi ambasciatori nel mondo.
Perché Firenze non è solo una “parentesi tra una partenza e un’altra”, ma un modo di vivere, di apprendere, di guardare la realtà con occhi particolari. Perché Firenze è bellezza ma è anche, e soprattutto, sapere e saper fare.
Il nostro patrimonio ha bisogno di viaggiare fuori le mura anche grazie a questo capitale umano che ogni anno “inonda” la nostra città: sarebbe davvero bello se il Comune proponesse dunque un “fiorino formativo”, insieme agli altri tipi di attestati che già ha, da donare a tutti i giovani stranieri che hanno scelto Firenze per formarsi e che poi gireranno il mondo. Perché si sentano sempre ambasciatori delle nostre capacità e delle nostre eccellenze, e sappiano di essere responsabili di questo incarico.
A Firenze d’altra parte non si studia e basta: si vive, si cresce, si prende un modo di fare che non se ne va più.

venerdì

7

marzo 2014

Bando appalti servizi bibliotecari, Bieber e Pezza (Pd): “Necessario agevolare un incontro tra sindacati e soggetto aggiudicatore”

Categoria Comunicati

“Chiedere all’amministrazione di organizzare un incontro con i sindacati e il vincitore della gara d’appalto dei servizi bibliotecari”.
E’ l’indirizzo della mozione mozione a firma Bieber, Collesei e Pezza votata oggi in commissione Cultura.
“Il bando – spiegano il presdiente della commissione Cultura Leonardo Bieber e la consigliera Cecilia Pezza- è in corso e come sappiamo bene riguarda il futuro di settanta lavoratori delle nostre biblioteche.
Crediamo sia opportuno tenere accesa l’attenzione su questa vicenda, che come consiglio seguiamo da mesi, per riuscire ad ottenere il miglior servizio per i cittadini e la maggiore tutela di chi opera nel settore.
Anche se nel bando non è prevista la clausola sociale- concludono gli esponenti del Pd Bieber e Pezza- , sarà importante prevedere un incontro con le rappresentanze sindacali per sensibilizzare e informare chi si aggiudicherà l’appalto sulla reale situazione occupazionale presente nelle nostre biblioteche.”

giovedì

9

gennaio 2014

Appalti e Comune

Categoria Le cose che abbiamo in Comune

Oggi sui giornali è uscita la notizia dei lavoratori delle biblioteche comunali che rischiano i posto di lavoro per il rinnovo dell’appalto.
La nostra legislazione non prevede la clausola sociale, cioè la tutela di chi lavora in determinati settori, per i nuovi bandi di gara. Ma, a dire il vero, nemmeno la vieta.
E dunque spesso i Comuni si trovano a dover scegliere se mettere questa clausola di salvaguardia dei posti di lavoro quando un appalto scade e deve essere rinnovato.
Sulla vicenda in questione, sia come Commissione lavoro che come Commissione cultura, è da mesi che ci stiamo lavorando.
Tant’è vero che ancora il bando non è stato fatto e da un po’ il servizio va avanti con una proroga. Però arriva il momento in cui le decisione devono essere prese, e dunque anche in questo caso ci siamo.

Io continuo a pensare che il lavoro vada garantito, soprattutto in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo. E soprattutto quando chi svolge quel lavoro ha acquisito ormai una competenza importante per tutta la comunità.

Mi piacerebbe davvero che la gara di appalto per i servizi bibliotecari contenesse dunque la norma di tutela delle settanta persone che da anni svolgono questo impiego. Sarebbe un segnale importante per la città. La città, tra l’altro, guidata dal segretario nazionale del Pd, che proprio in questi giorni è impegnato a tracciare la sua proposta di job act.

Anche un bando di gara è una scelta politica.
E io vorrei fare la scelta giusta.

lunedì

9

dicembre 2013

Pezza, Pd, su Isia Firenze: la sua chiusura sarebbe una sconfitta per la città

Categoria Comunicati

“L’Isia opera a Firenze dal 1972.
Ad oggi lavora con l’Arena di Verona, ma non con il nostro Maggio.
Ha più collaborazioni con il Comune di Trieste che con quello di Firenze. Eppure da lì passano eccellenze del design e della comunicazione.
A giugno 2014 l’Isia dovrà lasciare la sede in via degli Alfani, di proprietà dell’Istituto degli Innocenti”
Così la consigliera del Pd Cecilia Pezza intervenendo oggi in Consiglio comunale.
“In campo – ha detto la consigliera Pezza- c’è l’ipotesi di trasferimento a Scandicci, ma per rimettere in sesto l’immobile in cui dovrebbe andare servono circa 3 milioni e mezzo di euro: l’AFAM, di cui l’Isia fa parte, ha in preventivo sull’edilizia di tutta Italia per il 2014 poco più di questa cifra, davvero troppo poco!
Per questo il nostro Comune deve attivarsi, insieme agli altri Enti locali del territorio, per chiedere al Ministero di stanziare i fondi necessari per sistemare lo stabile di Scandicci o un altro immobile a Firenze in cui questa nostra scuola d’eccellenza possa continuare ad operare. Perderla sarebbe una sconfitta per tutti noi”

mercoledì

4

dicembre 2013

Un’altra storia di cui occuparsi

Categoria Le cose che abbiamo in Comune

Periodo di esami, che mi tengono distante dal blog.
Ma continuano gli incontri con i fiorentini, ognuno con la sua storia da raccontare e la sua speranza da curare.
Lunedì, per esempio, ho parlato con una restauratrice di libri.
Ha lavorato nella nostra Biblioteca Nazionale, e pure ai Gergofili, dopo l’attentato mafioso del 1993.
Ama i libri e le vite che raccontano. Si prende cura di loro, contro il tempo, l’umidità, le alluvioni, le bombe che ne attentano l’integrità.
Lo fa da anni, ha imparato “a bottega” e per farlo è venuta proprio qui, a Firenze: uno dei centri più dinamici per il restauro di opere antiche, che siano libri, mobili o affreschi.
La nostra città è piena di botteghe che operano in questo settore.
Ma…C’è sempre un ma.
Il Governo anni fa ha cambiato la Legge in materia, e di punto in bianco per avere la qualifica di restauratore non è più bastato imparare il mestiere.
Oggi lei lotta per mantenere in vita la sua passione. Non può accedere ai lavori nel pubblico perchè la sua esperienza non conta più. E poi il pubblico di lavori ne fa sempre meno perchè i fondi mancano…Che novità!
Insomma, la restauratrice lotta, non cede. E per arrotondare fa le pulizie.
In attesa che qualcuno si interessi a lei.

Un’altra storia di cui occuparsi.

giovedì

14

novembre 2013

La notte è una parte del giorno

Categoria Le cose che abbiamo in Comune

maratonamusicale

Brindando alla riapertura del locale La Citè, vi ricordo che il 22, 23 e soprattutto il 24 novembre vi aspetto tutti alla Maratona Musicale promossa dai locali fiorentini. Ne ho già parlato in un altro post: sarà un’occasione di divertimento ma soprattutto di riflessione su cosa vogliamo che sia la nostra città.

Qui di seguito ospito il documento che promuove la giornata.

Mi raccomando, partecipate!

MARATONA MUSICALE

L’ingiusta chiusura “a tempo” de La Citè è un paradosso che mette in evidenza che a Firenze esiste un “problema Notte”. Crediamo sia venuto il momento di affrontarlo, una volta per tutte. I locali serali che aderiscono all’iniziativa “Maratona Musicale” chiedono al Sindaco di avviare con urgenza una discussione sincera e decisiva su questo tema.

REGOLE CERTE, CHIARE E CONDIVISE

Vogliamo creare un quadro di regole condivise dal quale emergano con precisione competenze e compiti, partendo da quanto di buono è già stato fatto con la stesura del Patto della Notte. Chi gestisce una attività commerciale, sociale e culturale deve conoscere e condividere metodologie di comportamento che lo rassicurino sulla liceità e sulla sostenibilità del proprio lavoro. I commercianti e gli operatori della Notte vogliono collaborare al controllo territoriale e non essere lasciati soli ad operare sentendosi addossare poi colpe che non hanno e compiti che non possono assolvere.

LA NOTTE È UNA PARTE DEL GIORNO

Il rispetto ambientale, la tutela della quiete, il diritto al riposo sono beni primari per una città. Al contempo, la vita sociale serale è parte integrante e fondamentale della stessa. Una città internazionale come Firenze deve sapere affrontare il nodo della convivenza tra le diverse anime e necessità senza estremismi, menefreghismi o intolleranze. Trovare il giusto equilibrio fa parte della funzione della pubblica amministrazione che non può delegare o farsi sostituire in questo dalla magistratura nel dirimere le tensioni sociali.

DI QUALE NOTTE VIVE FIRENZE?

Una città si confronta anche sulla capacità di proporre e di offrire. Quale notte vogliamo offrire ai nostri ospiti sia locali che internazionali? Quella del degrado ambientale e sociale, delle risse, del far west alcolico o quella di una città che vive, che lavora, che suona, che diverte? Noi crediamo e vogliamo una Firenze moderna, aperta, viva. Non una città selvaggia, dove le regole non vengono rispettate e ognuno fa quello che gli pare contando su una impunità di fatto. E nemmeno quella spenta, vuota, morta dove il nulla è padrone di strade buie e pericolose. Si dia una mano a chi si impegna e si penalizzi invece chi intende sfruttare lo scarso controllo territoriale. La legalità è un bene comune, non può diventare una formula vuota.

Per questo abbiamo inventato e organizzato la “Maratona Musicale”. Una manifestazione itinerante che per tre giorni riempirà le strade, i locali e la città di Musica, di voglia di divertirsi, di incontrarsi, discutere e confrontarsi. Per una Firenze che torni a misurare la vita in note e non in decibel.

venerdì

8

novembre 2013

Un caso guida

Categoria Le cose che abbiamo in Comune

In questi giorni si riapre la trattativa sul futuro del Maggio Musicale Fiorentino. Dopo mesi in cui si paventava la liquidazione della Fondazione, oggi partiamo da un dato di fatto: il Decreto Valore Cultura promosso dal ministro Bray si impegna economicamente e non solo a salvare e rilanciare le Fondazioni lirico sinfoniche italiane. Una fra tutte, il nostro Maggio.

Che diventa perciò, un’altra volta, un caso guida di una discussione che sarà nazionale, e sempre più culturale sul futuro delle nostre eccellenze artistiche.

Il piano sul tavolo è, in linea di massima, questo: 44 dipendenti del settore tecnico amministrativo che verrebbero sposati ad Ales, una società ministeriale. Altri sette dipendenti, quelli della biglietteria, farebbero lo stesso percorso, e andremmo così ad esternalizzare il servizio di vendita dei biglietti. C’è poi la partita dei precari, che è un’altra storia, in parte legata ad un procedimento giudiziario. Infine, il commissario Bianchi propone la chiusura del corpo di ballo.

Su questo ultimo punto però è necessario chiarirsi bene: se è vero, come pare, che la riorganizzazione del nostro teatro farà da scuola ad altre situazioni, partire col piede sbagliato potrebbe portare a seri errori. Siamo infatti disponibili a cedere una attività artistica così importante? Siamo sicuri che la nostra Fondazione sarà la stessa senza i suoi ballerini? Non ci sono davvero altre soluzioni?

Il dibattito da fare è come rilanciare questo strategico settore culturale, che porta il nome italiano in tutto il mondo. Io non credo che si possa farlo tagliando le sue competenze, il suo patrimonio. C’è bisogno anzi di valorizzarlo, magari mettendolo maggiormente a servizio della cittadinanza. C’è bisogno di creare nuovi spazi di azione e di lavoro. Impoverendo la Fondazione potremmo mettere i conti a riparo per un anno, magari per due. Ma poi i nodi vengono al pettine, sempre. E sarebbe un vero peccato svegliarci un giorno in un Paese più povero artisticamente.

Perciò non possiamo cedere senza discutere: ne va non solo del Maggio Musicale Fiorentino, ma di tutto il sistema culturale italiano. Di ciò che si produce e si esporta, che ci rende famosi fuori dai nostri confini.

martedì

5

novembre 2013

Chi ha spento la musica?

Categoria Le cose che abbiamo in Comune

A giugno in questa città si è consumato l’ennesimo atto giudiziario contro un locale: in questo caso contro La Citè, un caffè/libreria che da anni anima l’Oltrarno con musica, presentazione di libri e tante altre attività.

Non è la prima volta che il Tribunale, recependo le lamentele dei residenti, ordina la chiusura anticipata di un locale: di questi fatti ne ho già parlato in qualche post. Ma stavolta la strana storia si ripresenta con tutte le sue domande e le sue questioni irrisolte.

C’è uno scontro culturale in atto: quello su cosa debba essere una città. Proprio per questo alcuni locali fiorentini stanno promuovendo una Maratona musicale: un appuntamento divertente che però vuole fare riflettere e vuole chiedere risposta anche al Comune. A partire da un ulteriore rafforzamento di quel Patto per la Notte che già esiste e che deve essere sviluppato maggiormente. Ma non solo: si vuole discutere di cosa sia una città senza musica, senza vitalità. Si vuole capire come incidono le misure per la musica dal vivo del Decreto Valore Cultura nella realtà fiorentina.

Nei prossimi giorni vi aggiornerò sul programma: sarà una giornata piena di musica e di eventi per dimostrare che anche il divertimento è cultura e soprattutto che senza queste realtà Firenze sarebbe più povera e meno sicura.

Oltre a partecipare a questa manifestazione, porterò di nuovo in Consiglio comunale le richieste degli “operatori della notte”: perchè oggi più che mai sono convinta che non si possa fare una battaglia contro loro o contro i residenti, ma che sia urgente trovare il modo di mediare tra le diverse, e legittime, necessità.