Sopra i tetti di Firenze

IL DIARIO DI CECILIA PEZZA

centro storicoArchivio

lunedì

5

maggio 2014

Cittadini e turisti

Categoria Pezza Idea

Firenze è una città a misura di turista o a misura di fiorentino?
Oggi, girando per le strade del centro, mi sono divertita ad osservare le cose ed a cercare di trovare risposta a questa cruciale domanda.
Noi viviamo di e grazie al turismo: per questo sono importante alcune opere strategiche di cui tanto si discute sui giornali, ma per questo sono vitali anche piccoli accorgimenti che possono fare la differenza. Ad esempio, credo che si debba incentivare la nascita di nuovi perscorsi turistici, che vadano anche alla scoperta di tesori nascosti, ma anche di nostre eccellenze. Penso a un tour del Made in Italy, ad uno del restauro e dell’artigianato. Ma anche – mi piacerebbe davvero moltissimo! – un percorso che guidi i nostri ospiti alla scoperta delle botteghe storiche, che animano tutta la città. Credo infatti che sia necessario allargare il raggio di interesse culturale ed economico che la città offre ai turisti, perchè le bellezze di Firenze non sono “solo” quelle stampate sulle cartoline, ma tante altre, anche in termini di risorse umane e di saperi!
Ma nello stesso tempo sono fortemente convinta che sia necessario far tornare i fiorentini in centro: sono loro, anzi, siamo noi a caratterizzare e rendere unica la città. Ma per farlo serve aprire nuovi servizi dentro le mura: per prima cosa, aprirei di nuovo un Punto Anagrafico in centro. Non per forza in Palazzo Vecchio, non serve. Ma nella bellissima sede del Quartiere 1 in piazza Santa Croce, piuttosto che all’interno dell’ex tribunale di San Firenze, sarebbe sicuramente un servizio utile e ben accetto dai cittadini. Una prima piccola cosa da fare, per rendere la città a misura di tutti, residenti o turisti che siano.

martedì

4

febbraio 2014

Capiamoci

Categoria Le cose che abbiamo in Comune

In questi giorni, in Consiglio Comunale e su Facebook, ho avuto modo di interloquire o “essere contestata” da alcuni residenti del centro storico per le mie posizioni sulla movida.
Però capiamoci, provo a farlo qui, un’altra volta. Una volta per tutte.
Io non credo che la ragione alberghi da una parte sola, non è mai così.
E per carattere non amo le crociate.
Inoltre la sera, non si direbbe, se posso sto bene pure a casa e vado a letto presto. Così, per dare una nota di colore.
Credo però, è quello che ho provato a dire ieri in Consiglio, che quando un’attività economica chiude per colpa di un sequestro che poi viene dissequestrato (e dunque, direi, di un sequestro opinabile), si sia perso tutti.
E credo che quando si arriva a un sequestro significa che qualcosa non ha funzionato, ed è proprio in questo qualcosa che si devono cercare le cause e le soluzioni.
Io la mia idea a tal proposito l’ho detta, ed anche più volte. Su questo blog e altrove: non mi convincono le misure emergenziali, da inventare e modificare ogni volta all’occorrenza. Beninteso, quando ormai il vaso è rotto meglio la colla di nulla.
Ma potremmo provare a non rompere il vaso, una volta tanto?
Ecco, umilmente e pacatamente da mesi propongo questo.
Come? Intanto cercando di capire bene cosa sia questa fatidica notte. Quali siano i suoi limiti, quali i suoi pregi. Provare a mitigare il disturbo ai residenti, che hanno il giustissimi diritto al riposo, ma allo stesso tempo non tacciare i locali o i giovani di essere la feccia di una comunità.
Io sono per l’integrazione, insomma. E onestamente non mi pare la posizione più rivoluzionaria del secolo, visto che è quanto accade più o meno in ogni grande città.

Chiudo con una battuta, che tanto quello che penso sugli orari ridotti e contorni già l’ho detto qualche giorno fa: su Facebook ho scritto uno stato citando il grande Guccini. “Ma i moralisti han chiuso i bar e le morali han chiuso i vostri cuori e spento i vostri ardori.”
Qualcuno l’ha presa male, e me ne scuso. Voleva essere una citazione piacevole ma battagliera, come piace a me. Se ho leso le sensibilità di qualche residente non era certo mia intenzione…Io rispetto chi lavora e la sera si vuole riposare. Se poi ad essersi offeso è qualche gentil signore che vive tranquillo e pensa che il centro storico se lo possa comprare con la sua bella carta scintillante beh, sì, in quel caso forse siamo difronte a una classica coda di paglia.
Non me ne vogliate, ma la penso così.