Sopra i tetti di Firenze

IL DIARIO DI CECILIA PEZZA

martedì

29

ottobre 2013

Svuotare le stanze

Categoria Pezzi di Pezza

Oggi ho fatto pulizia nella stanza del Pd in via Forlanini, la stanzina di Botteghe Oscure, come si definiva tempo fa per via dei quadri che avevo appeso alle pareti.

Ci ho passato tre anni: quella stanza mi ha vista crescere, mi ha vista piangere e ridere, arrabbiare e divertire. Ha visto giorni di bella politica, ed io con lei. Adesso è il momento di lasciare il testimone, lo faccio con la serenità di essermi impegnata ogni giorno, e con la gioia di poter regalare ad altri le stesse emozioni e le stesse fatiche.

Però svuotare le stanze è sempre triste: metti in ordine un pezzo di te, fai i conti con quello che hai vissuto e progetti il futuro. Ecco, il futuro. Io vorrei che continuasse ad essere nel Partito Democratico. Magari in un Partito Democratico più bello, più chiaro e più di sinistra. Vorrei finalmente un soggetto politico in cui tutti quelli che combattono per un Paese migliore possano riconoscersi e ritrovarsi.

Vorrei un Pd meno da fighetti e più da gente normale, quella che fa i conti per la spesa ogni mese, che ha voglia di darsi da fare, che ragiona con la sua testa. Vorrei un Pd meno da nostalgici e più da contemporanei. Vorrei un Pd capace di scendere ancora in piazza ogni tanto, meno abituato a circoli elitari ed a convention milanesi.

Vorrei un Pd in cui venisse premiato il merito, e pure la fatica. Non solo la fedeltà o l’aspetto fisico. Vorrei un Pd diverso, la verità è questa.

Ma se mi guardo intorno non vedo altro che questo spazio qui per fare bene la politica. Perciò ci resto. Lasciando la mia stanzina a chi verrà, ma tenendo con orgoglio la mia tessera. Perchè senza quella tessera perderei la speranza di cambiare le cose.

 

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