Sopra i tetti di Firenze

IL DIARIO DI CECILIA PEZZA

venerdì

14

marzo 2014

Solidarietà e amarezze

Categoria Le cose che abbiamo in Comune

Vedo molti comunicati stampa di solidarietà al vicesindaco Nardella dopo quello che è successo oggi in Comune tra lui e alcuni ambulanti di San Lorenzo.
Mi unisco alle varie voci: ogni atto fuori dal rispetto reciproco è un errore gravissimo e, come tale, è da condannare.
E lo condanniamo.
Vorrei condannare però anche altre cose: primo tra tutti il sorriso di un autorevole rappresentante dell’opposizione cittadina, ritratto con gli ambulanti difronte all’ufficio di Nardella.

Io la storia di San Lorenzo credo, sommessamente e silenziosamente, di averla seguita un pochino. Mi sono fatta un’idea, più o meno come tutti. Magari andando a conoscere chi lavora con i banchi, iniziando a ricordarne gli sguardi e le preoccupazioni, l’idea che me ne sono fatta ha qualche motivazione in più di una semplice presa di posizione strumentale o a priori. Ma non vorrei questionare su questo, anche perchè credo sia il mio compito e nulla di più.

Solo vorrei dire che le soluzioni potevano essere trovate, le stavamo trovando. Vorrei dire che l’errore enorme che è stato fatto e che ha portato fin qui è stato quello di pensare di poter affrontare un tema come quello della necessaria riqualificazione di un quartiere cittadino decidendo chi fosse il nemico da sconfiggere, invece che provando a costruire strade condivise. Vorrei dire che la strada da percorrere era (mi piace dire è, perchè sono ottimista!) stetta ma reale. E vedere quel sorriso oggi mi fa incazzare più di ogni altra cosa. Significa che qualcuno gioisce di una cosa sbagliata, e lo fa con una certa malizia, come a dire “ho vinto io, ti vengono a strattonare oggi, stai a vedere”.

Ecco, a me dispiace che ci sia chi interpreta la sua funzione pubblica non come risolutrice di problemi, ma come agitatrice di tempesta. Perchè starebbe proprio a noi “politici” il compito della responsabilità, starebbe a noi il dovere di spiegare che la violenza porta solo al passare dalla parte del torto.

Per quanto mi riguarda, per quanto mi sarà possibile, proverò ancora ad aiutare nella ricerca di una soluzione che permetta agli ambulanti di tornare a lavorare e al Comune di recuperare un pezzo di città.

Post Scriptum: e intanto rimango in fervida attesa che il mio ex Sindaco ed il nostro attuale Presidente del Consiglio mantenga la promessa di chiudere le Soprintendenze…

 

Parliamone