Sopra i tetti di Firenze

IL DIARIO DI CECILIA PEZZA

martedì

14

gennaio 2014

Proposte per il tempo che verrà

Categoria Le cose che abbiamo in Comune

Oggi sui giornali leggiamo il dibattito sulla Firenze Grande, che superi i confini comunali e si divida in nuove municipalità: una città da 650.000 abitanti, con tramvie, poli universitari, spazi culturali, aree industriali.
La città dei sogni del terzo millennio.
Partiamo da ciò che c’è: alcuni servizi sono già condivisi, a partire da Toscana Energia e Quadrifoglio, passando per il trasporto pubblico.
Basta?
Io credo di no. Ma non perchè unendo i comuni avremmo un risparmio sui costi della politica. Queste sono motivazioni fittizie: si risparmia anche chiudendo tutto, ma poi nessuno ha niente. Il tema vero, appassionante della discussione, oltre ai dibattiti regolamentari ed ai decreti legge, è quello tutto politico su cosa vogliamo che sia, cosa vogliamo che offra, cosa vogliamo che includa, cosa vogliamo che valorizzi il nostro territorio in tempi di crisi e di modernità.
E sono convinta che questa discussione debba essere presa in mano con forza da tutto il Pd e dai nostri candidati sindaci, sia dove si terranno le primarie sia dove non ci saranno.
Perchè è possibile nel 2014 pensare che Firenze sia competitiva con i suoi 360.000 abitanti? Siamo sicuri che possa bastare a se stessa, vivendo di turismo e di pubblica amministrazione? E allo stesso tempo siamo sicuri che la strategia sul nuovo Teatro dell’Opera, piuttosto che quella sulla riorganizzazione del sistema tramviario (per non parlare delle note vicende aeroportuali) trovino tutta la loro essenza dentro i confini degli attuali comuni?
Quando siamo in crisi, è di solito il momento giusto per rimescolare le carte.
Ecco, ci siamo: se una richiesta è da fare a questo Governo, è che ci metta al più presto nelle condizioni di fare un Comune unico, davvero contemporaneo nella gestione dei servizi e all’avanguardia nello scenario europeo.

Post Scriptum: stasera c’è l’assemblea comunale del Pd, dove decideremo se far correre Renzi alle primarie (ad oggi contro Fantoni) o riconfermarlo senza questo passaggio. Credo sia noto a tutti che chi scrive non è stata mai troppo magnanima verso questa amministrazione. Sono però convinta che chiedere a un sindaco uscente, al primo mandato, di passare da primarie significhi aver perso la bussola. E non perchè Renzi si chiama Renzi: questo si sa di già. Semplicemente perchè la discussione cui ho accennato in questo blog e ogni altra discussione sul futuro della nostra città ne uscirebbe distrutta. E forse un pochino anche il Pd: noi non siamo montatori di gazebo! Siamo uomini e donne che dedicano parte del loro tempo o della loro vita al bene comune. Dunque parliamo di questo: del programma per i prossimi cinque anni. Altrimenti moriremo di primarie, non sarebbe un granchè.

 

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