Sopra i tetti di Firenze

IL DIARIO DI CECILIA PEZZA

sabato

18

gennaio 2014

Il regolamento per gli impianti sportivi comunali

Categoria Le cose che abbiamo in Comune

Ieri pomeriggio in Palazzo Vecchio si è riunita la Commissione Cultura e Sport che, per la nona volta, discuteva del nuovo regolamento per gli impianti sportivi.
Ci tengo a dire che è stata la nona discussione perchè questo dà l’idea di come si possa fare le scelte giuste e amministrare bene quando su un argomento l’assessore si confronta a lungo e approfonditamente con i consiglieri. Di questo va reso atto alla vicesindaco Stefania Saccardi ed al presidente della commissione Leonardo Bieber per la volontà politica, ed agli uffici comunali per la disponibilità dimostrata.
Su un punto in particolare vorrei soffermarmi, ovvero quello che riguarda il mondo del lavoro collegato allo sport.
Le tante società sportive infatti si basano fortemente sul preziosissimo volontariato, ma anche, spesso, su alcune figure professionali che devono, ovviamente, avere la giusta retribuzione.
Allo scadere della concessione di un impianto, ci troviamo però anche in questo caso davanti al problema di come garantire quei posti di lavoro che, seppur pochi, fanno la differenza nella vita delle persone.
Non sto parlando tanto degli istruttori sportivi, che hanno un loro particolare contratto e pure una loro particolare relazione con le stesse società. Il problema a cui mi riferisco riguarda piuttosto quelle persone che svolgono compiti di segreteria, di custodia degli impianti ecc: questo lavoro può essere svolto da volontari, ma non sempre bastano.
Dunque, anche in queste situazione è necessario che la politica tuteli il lavoro.
La proposta su cui stiamo lavorando, ideata e supportata soprattutto dal gruppo del Pd, è quella perciò di prevedere, per ogni singolo bando di gara, un numero congruo di personale che deve essere assunto a tempo indeterminato.
Sarà il Comune dunque a valutare se un impianto ha bisogno di punte, una o più figure professionali, regolarmente retribuite. In questo modo potremo tutelare i posti di lavoro senza ingabbiare le società sportive in impegni troppo gravose per le loro casse.
C’è chi dice che questo sistema svilisce il ruolo del volontariato sportivo: io credo di no. Perchè mettere in regola chi lavora significa aumentare le tutele anche per la società stessa e per chi alla società dedica il proprio tempo libero. Tutti noi conosciamo bene il valore dei nostri, tantissimi, volontari: ma non possiamo nascondere dietro a questo bellissimi impegno la mancanza di diritti e di tutele. È necessario invece tenere separati i ruoli ed i compiti, anche e soprattutto per rafforzare i servizi (in questo caso sportivi) da offrire ai fiorentini.

 

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