Sopra i tetti di Firenze

IL DIARIO DI CECILIA PEZZA

lunedì

18

novembre 2013

Dove si guarda avanti

Categoria Fedeli alla Linea

C’è una cosa strepitosa accaduta in questo 2013. E non è la sconfitta elettorale di febbraio. E non è questo congresso in cui ancora si discute di chi ha vinto. E non è nemmeno la rielezione di Giorgio Napolitano.

Nossignori. La cosa strepitosa l’hanno fatta quelli che abitano la Città del Vaticano.

Un Papa si è dimesso. Quel Papa che per anni ci ha fatto arrabbiare, a volte gli abbiamo dato ragione ma spesso no. Per via delle scarpe rosse di Prada, forse. O per quell’accento così duro per noi italiani. Quel Papa che ci avvertiva del pericolo della caduta dei valori. Quel Papa così dottrinale, sempre troppo distante dal suo popolo smarrito. Ecco, quel Papa si è dimesso. E il Conclave ha eletto un nuovo pastore, chiamato a guidarci dall’Argentina. Uno che girava in tram e appena nominato ha salutato il mondo chiedendo: “pregate per me”.

Io sono cattolica. Oppure ci provo. Inciampando qua e là. Questi due uomini così umani e così divini mi hanno ripreso per i capelli. Mi hanno mostrato l’eternità di una istituzione secolare. Mi hanno insegnato cosa sono l’umiltà e la speranza.

Senza Ratzinger, non ci sarebbe Bergoglio.

E dunque la Chiesa dura, si rinnova, prova a rispondere alla crisi del nostro tempo, senza rinnegare se stessa.

Dove si guarda avanti c’è speranza, c’è futuro. Dove si guarda indietro non c’è niente: il rischio è essere travolti dalla disperazione e dalla rassegnazione di questa strana modernità.

Per una volta, sarebbe bene che la politica (o almeno il Pd) imparasse dalla Chiesa.

 

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