Sopra i tetti di Firenze

IL DIARIO DI CECILIA PEZZA

martedì

8

aprile 2014

Cinque anni e sentirli a metà

Categoria Pezzi di Pezza

Oggi si chiude ufficialmente il nostro Consiglio comunale.
E mi torna in mente la prima volta che sono arrivata al pianerottolo del secondo piano di Palazzo Vecchio, all’entrata dei gruppi consiliari. Quando, finito di salire le scale, mi ritrovai di fronte a quello spettacolo strabiliante e mozzafiato dei tetti di Firenze, del campanile di Santa Croce, del piazzale. La vista da una finestra del Comune.
Avevo 23 anni. Decisi che potevo restare in quel Palazzo fino a quando non avrei smesso di stupirmi della bellezza che schiudeva quella finestra.
Ogni mattina, ogni pomeriggio, ogni volta così: Firenze che si regala alla città, al Comune che la governa e la ama, in quel modo stupendo ed inimitabile che solo la nostra città riesce a dare.

Grazie Firenze, è quello che mi frulla in testa da giorni.

Grazie per avermi spiegato che anche una buca in una strada da coprire è importante. Grazie per avermi presentato le tue tante anime, così diverse e contraddittorie che ti rendono unica. Grazie per avermi obbligata ad occuparmi di tutto. Grazie per avermi insegnato cosa sia una clausola sociale e quanto sia bello riuscire a inserirla in una gara d’appalto. Grazie per avermi dimostrato che le tue botteghe sono la tua anima e che ogni fiorentino ti rende più ricca con il suo lavoro quotidiano. Grazie per le volte che mi hai fatta arrabbiare perchè non ero in grado di comprenderti, di trovare la soluzione giusta al problema che mi si poneva davanti. Grazie per la tua gentilezza e per il tuo borbottio. Grazie per quello che si vede e si scopre camminando nel Corridoio Vasariano e per i tesori nascosti che dobbiamo valorizzare. Grazie per il lavoro che crei e per quello che dovremo creare. Grazie per l’inaugurazione della prima linea della nostra tramvia e per la promessa che tra poche settimane partiranno i lavori per le linee successive. Grazie per le battaglie che dal Salone dei Dugento mi hai invogliato a fare, per avermi dimostrato che il coraggio non può mancare per le cose grandi e soprattutto per le cose piccole. Grazie insomma per avermi fatta crescere, per avermi fatto capire, con tanta fatica ma anche con tanta passione, che la politica è bella tutta, ma la cosa più bella della politica è potersi prendere cura della propria comunità.

La cosa più importante, il valore più alto. Che mi hai insegnato in questi cinque anni, lunghi e brevi allo stesso tempo. Che si sentono a metà.

 

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