Sopra i tetti di Firenze

IL DIARIO DI CECILIA PEZZA

sabato

28

dicembre 2013

Andiamo a vedere Firenze di notte

Categoria Le cose che abbiamo in Comune

Continuano le polemiche sulla notte.
Con il sequestro dei locali di via de’ Benci dello scorso 18 dicembre la discussione si è riaperta ed è ricominciato il fuoco di accuse incrociate a cui eravamo abituati.
Forse è l’ora di fare un passo in avanti.
Per quello che posso, provo a dare qualche idea.
Punto primo: è ormai chiaro che è inutile agire sull’onda dell’emergenza. Il Patto per la Notte non è e non può essere la pezza da mettere per risolvere i problemi una volta esplosi. Deve invece prevenire, avendo una visione strategica che coinvolga e responsabilizzi di più i locali ma che allo stesso tempo metta in campo davvero le forze dell’ordine, a partire dai vigili urbani.
Punto secondo: la notte resta degli ubriachi se non viene riempita di cultura. È necessario trovare modi, tempi spazi per la musica dal vivo ed altre forme di arte (giovanile e non solo). Per farlo possiamo farci aiutare dalle norme contenute nel decreto Valore Cultura, ma possiamo anche inventarci modalità nostre da esportare in altre città.
Punto terzo: non basta, a mio avviso, un’ordinanza comunale che anticipi l’orario di chiusura dei locali a risolvere il problema di schiamazzi e vagabondi. Perchè ha ragione l’assessore Biagiotti quando dice che un eventuale ricorso al Tar presentato dai locali verrebbe molto probabilemnte perso dal Comune, e soprattutto perchè, anche se chiudessero tutti i pub alle una, le strade non potrebbero essere chiuse: la situazione potrebbe dunque peggiorare, lasciando confusione e degrado senza punti di controllo e luci accese. Serve invece un’azione chiara rispetto alla regolamentazione sull’uso degli alcolici, tanto per cominciare. E questa non può farla il Comune, bisogna che venga decisa dal Governo.
Punto quarto: tornando al Patto per la Notte, ripropongo qui una mia idea di qualche mese fa. Di tavoli di confronto che si riuniscono in Comune una volta ogni sei mesi – faccio per dire – non ne abbiamo bisogno. Ma penso che tutta la città trarrebbe giovamento da incontri periodici, in loco, tra Amministrazione comunale, Quartiere, gestori dei locali, residenti, vigili urbani e, perchè no, Questura.
Penso ad appuntamenti fissi, una o due volte a mese, in orario serale, spostandosi dai locali alle abitazioni dei rappresentanti dei comitati dei residenti.
Una modalità “on the road” per monitorare insieme la situazione e cercare insieme risposte al problema, mettendo in gioco davvero tutte le parti in causa. Potremmo in questo modo capire come migliorare il nostro Patto e tante altre cose.
Non uno spot, dunque. Ma un lavoro continuo e costante insieme a chi con la notte lavora, a chi di notte si diverte ed a chi la notte vuole riposare.
Andiamo a scoprire cosa accade in via de’ Benci, per cominciare.
Facciamolo di notte, per capire la notte.

 

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